BIOGRAFIA AUTORIZZATA - TEATRO, LETTERATURA

BIOGRAFIA AUTORIZZATA - TEATRO, LETTERATURA - Claudio Brachino

Claudio Brachino nasce a Viterbo il 4 ottobre 1959. Frequenta per due anni la facoltà di Medicina dell’Università La Sapienza di Roma con lo scopo di specializzarsi in psichiatria. Dopo il biennio però, pur con tutti gli esami dati a pieni voti, decide di iscriversi alla facoltà di Lettere della stessa università. Sono anni molto fecondi, nell’ Istituto di Italianistica diretto da Alberto Asor Rosa sceglie il corso di studi in Letteratura italiana presso la cattedra del maestro Walter Binni e si laurea con una tesi sperimentale su un poeta maledetto ligure quasi sconosciuto: Ambrogio Viale. Una tesi che prelude a un possibile percorso di ricerca in critica letteraria, un percorso appoggiato dai suoi docenti, vista la collaborazione con la Rassegna della Letteratura italiana diretta proprio da Binni. Per la rivista Brachino ha il compito di recensire i saggi sulla critica del ‘900, una sorta di critica della critica.

Sempre durante quegli anni e sempre alla Sapienza di Roma, un altro professore geniale, Ferruccio Marotti, dell’allora Istituto di Storia del Teatro e dello Spettacolo, decide di invitare come professore di drammaturgia a contratto Eduardo De Filippo. Eduardo negli ultimi anni della sua vita era ossessionato dall’idea che in Italia mancassero non attori o registi, ma soprattutto drammaturghi. Alla fine dell’anno il grande artista napoletano sceglie proprio il testo di Brachino (un’elaborazione di un’idea dello stesso Eduardo), per pubblicarlo con Einaudi e metterlo in scena con Paolo Graziosi e Lina Sastri. Titolo: Mettiti al Passo! Gran parte della critica, soprattutto quella istituzionale, si scaglia contro i difetti del testo,  ma Eduardo - cosa che non aveva mai fatto per i suoi lavori - difende il suo giovane allievo addirittura sul proscenio del Teatro Valle. La ferita però rimane,  Brachino si distacca progressivamente dal teatro, anche se pochi anni più tardi, nel 1987, gli capita di incontrare un altro grande: Nikita Mikhalkov, in Italia per portare in scena uno dei suoi capolavori cinematografici: Partitura Incompiuta per Pianola Meccanica. La piece debutta al Teatro Argentina, diretto allora da Maurizio Scaparro, protagonista principale Marcello Mastroianni. Brachino scrive, in accordo con Mikhalkov e con l’introduzione dello stesso Scaparro, il taccuino delle prove di quella straordinaria compagnia, i segreti dello spirito russo e la magia di uno dei più affascinanti attori italiani. Il testo, dal titolo La macchina da presa teatrale, viene pubblicato nei Quaderni del Teatro di Roma. Sempre nel 1987, Brachino vince un concorso teatrale per atti unici con il testo Una finestra sul reale, messo in scena al teatro Teates di Palermo. 

Tra le pubblicazioni di Claudio Brachino vanno segnalati inoltre:

Nel 1997 e nel 1998 per Mondadori due saggi ironici e fortunati, soprattutto il primo, sull’amore: Ricomincio da te e Non c’è due senza te.

Nel 2005 il Comune di Cervo Ligure, paese natale di Ambrogio Viale, decide di pubblicare quella tesi di laurea che doveva avviare il giovane Brachino alla carriera universitaria e che era rimasta per vent’anni nel cassetto.

Nel 2007 pubblica per Cairo un suo racconto   nell'antologia Ti amo ti ammazzo. Storie vere di amanti assassini.

Sempre per Cairo nel 2008 esce I delitti del condominio, scritto a quattro mani con la moglie Barbara Benedettelli, saggista, autrice tv, curatrice di Top Secret, sua compagna dal 2001.

Dal 2006 al 2007 Brachino ha collaborato, in qualità di editorialista, con  il quotidiano Il Tempo.

 

BIOGRAFIA AUTORIZZATA - LA TELEVISIONE

BIOGRAFIA AUTORIZZATA - LA TELEVISIONE - Claudio Brachino

Nel 1987 il giornalista conosce, proprio alla prima del Platonov di Cechov, Adriano Galliani, uno dei principali collaboratori di Silvio Berlusconi. Galliani propone a Brachino di diventare autore e consulente della giovanissima Fininvest per la realizzazione di programmi di seconda serata. Proprio in quegli anni, però, siamo nel 1988, il gruppo milanese decide di debuttare nel mondo dei Tg con Dentro la Notizia, direttore Bruno Bogarelli. Un esperimento complesso perché il Tg va in onda su Rete4 non in diretta. Tuttavia si tratta di un’occasione irripetibile per i giovani trentenni usciti dall’università, ma con le porte di mamma Rai praticamente sbarrate.

Da Dentro la notizia in poi, la carriera giornalistica di Brachino è un rapido susseguirsi di esperienze: Domenica più con Rita Dalla Chiesa, Parlamento In con Emilio Carelli e Cesara Buonamici, Italia Domanda con Gianni Letta, Regione4 e due programmi sperimentali su Italia1, entrambi firmati da Tullio Camiglieri. Programmi che permettono al giovane cronista di realizzare importanti reportage, come quello sullo spaccio della droga nelle discoteche romagnole ( una delle prime volte che in Italia veniva usata la telecamera nascosta), o il lungo viaggio tra i giovani moscoviti che attraverso il rock vivevano la contestazione finale al regime comunista (che sarebbe caduto di lì a poco). I programmi si chiamavano 80 non più 80 e Miti, mode e rock' n' roll.

All’inizio del 1991 Emilio Fede, diventato nel frattempo Direttore di Videonews, fiuta che la tensione nel Golfo Persico può degenerare, e allestisce una sorta di speciale continuo dal titolo Studio Aperto Ultimatum Golfo. Per realizzarlo chiede rinforzi alla redazione romana e tra questi rinforzi c’è anche Brachino. Quando la notte fra il 16 e il 17 gennaio 1991, Fede realizza lo scoop che lo riporta sulla cresta dell’onda anticipando di sette minuti la Rai sui bombardamenti di Bagdad, di fatto quella giovane redazione dà il via all’avventura dei telegiornali dell’allora Fininvest.

Nel luglio del 1991, dopo la concessione della diretta, Brachino, sempre sotto la direzione di Fede, diventa anchorman del neonato Tg4, in una rete ancora dominata dalle soap e dai cosiddetti programmi per le donne. Il 13 gennaio del 1992 parte il Tg5 di Mentana. Le redazioni si dividono e si sistemano nell’assetto che negli anni novanta porterà alla costruzione dei Tg Mediaset. Brachino fino al novembre del 1993, quando Paolo Liguori lascia Il Giorno e diventa direttore di Studio Aperto, di fatto dirige il notiziario di Italia1, sotto la guida di Emilio. Un’esperienza eccezionale e irripetibile, perché quelli erano gli anni della formazione di nuove storie professionali e di interi nuovi telegiornali in reti che prima non ospitavano le news. Nel 1995, con la direzione Liguori, Brachino diventa, a soli 36 anni, vicedirettore del Tg di Italia1, dove conduce varie edizioni (soprattutto quella serale) e, fino all’ottobre del 2007, numerose edizioni straordinarie. In questi anni è di fatto l’anchorman di riferimento della testata, a lui vengono affidati gli eventi più importanti: dai disordini del G8 di Genova all’11 settembre, dalla cattura di Saddam Hussein alla morte di Papa Giovanni Paolo II.

Nel 1997 inventa e conduce il settimanale Inviato Speciale, ispirato al celebre format francese, per la prima volta una steadicam entra in redazione per un racconto ritmato e chiaro dei grandi fatti della settimana, con gli inviati che intervengono per raccontare le loro esperienze e il loro servizio.

Insieme a Mario Giordano, diventato Direttore di Studio Aperto nel 2000, progetta il settimanale più discusso degli ultimi anni, Lucignolo, che è stato però un grande campione di ascolti e di novità narrative. Sempre con Mario Giordano fa partire un altro settimanale, questa volta di cronaca e affidato all’autorevole Gabriella Simoni, dal titolo Live.

Nel 2002 fa nascere, per Rete4, Top Secret, uno dei più amati programmi italiani sul mistero. Circa cento inchieste tra prime e seconde serate, con temi che spaziano dai serial killer agli Ufo, dalla morte di Lady Diana al paranormale, ma anche la riapertura del caso Pasolini, un commovente viaggio in Russia alla Fondazione Memorial per raccontare le storie delle vittime del comunismo, il mistero della morte di Hitler e le radici esoteriche del nazismo, Medjugorje, il caso Moro, i delitti della Uno Bianca, Borsellino, gli anni delle Brigate rosse. Top Secret nel 2005 è diventato un libro per Mondadori, che nel 2006 e nel 2007 ha pubblicato, sulla stessa scia, un saggio su Dan Brown (l’autore del Codice da Vinci) e uno sul mistero di Lady D a dieci anni dalla morte, scritto a quattro mani con il corrispondente storico di Repubblica da Londra, Paolo Filo della Torre. 

BIOGRAFIA AUTORIZZATA - VIDEONEWS

BIOGRAFIA AUTORIZZATA - VIDEONEWS - Claudio Brachino

Nell’autunno del 2007 Brachino lascia la vicedirezione di Studio Aperto e diventa direttore della testata che lo aveva assunto poco meno di vent’anni prima, ovvero Videonews.

Videonews negli anni d’oro dello sviluppo dei Tg era rimasta una sorta di testata complementare, con pochi programmi e pochi giornalisti quasi tutti provenienti da precedenti - e non sempre felici - esperienze proprio nel mondo dei telegiornali. Con questo gruppo umano, rinforzato da un ceto dirigente che veniva in gran parte proprio dal Tg di Italia1, Brachino ha dato vita a una sorta di Factory artigianale con una misssione precisa: programmi low cost ma con un’idea forte. Così anziché comprare format all’estero, sono nati veri e propri format italiani, poco amati dalla critica ma utili al day-time di Canale5.

Dopo tanti tentativi in una fascia oraria dominata dalla Rai,  nel 2008 nasce Mattino5 condotto dallo stesso Brachino e da Barbara D’Urso, un felice esperimento che vede per la prima volta una star occuparsi di cronaca e di società sotto una testata giornalistica. Mattino5 in sei mesi arriva a punte del 26% di share e riduce la distanza con il più noto, più ricco, più strutturato e più blasonato competitore Uno mattina.

Sempre nel 2008, sempre con Barbara D’Urso e sempre per colmare un divario con la Rai ritenuto insopportabile, nasce Pomeriggio5. Meno news, più infotainment, una formula narrativa costruita sulla D’Urso medesima, ma anche qui una stagione che rasenta il 20%. La Vita in Diretta rimane più forte, ma sembra vecchia di fronte alle battaglie che portano per la prima volta sullo schermo lo stalking e la certezza della pena. Nel 2009 la stessa squadra, sempre con Barbara D’Urso alla conduzione, porta a risultati insperati un contenitore tradizionalmente appannaggio dell’intrattenimento, ovvero lo spazio della domenica pomeriggio.

Domenica 5 in realtà è un programma con due anime, una più giornalistica e una più leggera dove si incontrano personaggi dello spettacolo o si animano talk show sul Gf. Nel gennaio del 2011 Domenica5 viene affidata allo stesso Brachino e Federica Panicucci, che nel frattempo ha sostituito Barbara D’Urso alla conduzione di Mattino 5 , mentre il posto del Direttore nel contenitore mattutino era passato a Paolo Del Debbio.

Con la nuova conduzione Domenica5 esplicita la sua doppia anima: Dentro la notizia, affidato al Direttore contro L’Arena di Giletti e la vera  e propria Domenica 5 affidata alla Panicucci contro Domenica In della Cuccarini. A un anno di distanza, mentre vengono scritte queste righe, nella revisione dei budget per i programmi Mediaset, sopravvive solo la parte della Panicucci. Rimane tuttavia il fatto che Dentro la Notizia (lo stesso titolo del primo Tg in cui aveva lavorato Brachino) in meno di un anno ha portato su Canale5, in un orario difficile e in una competizione resa proibitiva dall’assenza di traino e dall’affollamento dei break, contenuti editoriali pregiati come gli speciali sugli eventi in corso: i disordini di Roma causati dai cosiddetti black bloc, l’alluvione di Genova, la crisi politica e  la formazione del nuovo governo Monti, le polemiche sulla casta, la fase difficile dell’economia e la grande cronaca con interviste esclusive sui casi di Avetrana, di Melania Rea e delle gemelline scomparse in Svizzera. 

 
LA TESTATA

La testata Videonews oggi è formata da: Mattino5, Pomeriggio5, Domenica5, di nuova invenzione. Verissimo e Matrix, marchi storici rivisti e riportati al successo editoriale. Sempre su Canale 5 Non solo Moda, un tempo diretto da Pasquero. Su Rete4, Brachino ha lanciato con la cura di Siria Magri e la conduzione di Sottile, il programma di maggior successo della rete negli ultimi anni, ovvero Quarto Grado. Sempre per Rete 4 Videonews produce Vite Straordinarie con Elena Guarnieri e il programma realizzato con la Rete medesima e con Mediafriends, Storie di Confine, sei reportage che vanno in onda una volta l’anno e che raccontano non solo ciò che Mediafriends fa in concreto per i più deboli, ma anche quelle parti del mondo dove i diritti dell’Occidente sono quasi sconosciuti e dove molte persone, laici e cattolici, superano il confine dell’egoismo per aiutare gli altri. Il programma è affidato a Mimmo Lombezzi ma viene realizzato anche da altre firme prestigiose della testata. Sempre nel campo dei reportage, Videonews ha fatto partire un nuovo format, Confessione Reporter, ispirato al libro di una delle più conosciute inviate italiane, Stella Pende. Una vera e propria scuola di reportage in onda, dove le firme importanti di Mediaset si alternano ai contributi di internet, delle scuole di giornalismo e dei reporter internazionali ( Italia1, terza serata).

Per Rete4 Brachino ha prodotto anche alcune puntate di Top Secret e quindici prime serate di un esperimento politico che ha avuto poca fortuna con gli ascolti, ma una buona risonanza sul piano della fattura giornalistica, La Versione di Banfi, condotto dal condirettore della testata Alessandro Banfi e dedicato all’attualità politica. Tra i programmi politici, va segnalata la Telefonata di Belpietro, che spesso prima di Mattino5 ospita i protagonisti dell’attualità politica e non, con grande eco sulle agenzie, e il programma Super Partes realizzato da Carlo Panella.

 

BIOGRAFIA AUTORIZZATA - IL CASO MESIANO

Nel 2009 Brachino è finito al centro di quello che è stato definito il caso Mesiano, a causa di un servizio di Mattino5 sul giudice che aveva firmato la sentenza di primo grado sul lodo Mondadori. Sentenza che obbligava la Fininvest a versare 750 milioni di euro nelle casse della Cir di De Benedetti. Il servizio mostrava il giudice Mesiano in banali attività quotidiane con i suoi calzini azzurri, con commenti ritenuti sarcastici e diffamatori. Brachino, che per quel servizio infelice si era scusato nella stessa trasmissione con il giudice Mesiano e con i telespettatori, è stato attaccato e dileggiato oltre misura, come se le scuse pubbliche in Italia fossero addirittura delle aggravanti e non un modo intellettualmente onesto per chiudere una vicenda. Quelle immagini non sono mai andate più in onda e Brachino non si è mai più occupato della vicenda anche quando con una sentenza di secondo grado che ha suscitato molte polemiche politiche, la Fininvest ha versato a De Benedetti la somma di 560 milioni di euro. Brachino non ha mai usato uno dei suoi numerosi programmi per fare la vittima o lamentarsi di una condanna, da molti giudicata eccessiva, inflittagli dall’Ordine dei giornalisti. Una sospensione di due mesi dal suo incarico - compreso lo stipendio - nonostante fosse, dopo più di vent’anni di carriera, praticamente al primo errore, seppur grave.